Il territorio italiano come vantaggio strategico

Il territorio italiano come vantaggio strategico

Il vantaggio più solido è vicino a te

In un mondo che si frammenta, il vantaggio competitivo più solido per un’impresa italiana è il territorio in cui opera, con le persone che lo abitano.

Dazi, energia cara e nuove regole sulla comunicazione ambientale stanno arrivando tutti nello stesso anno. Insieme cambiano il modo di competere: conta meno quanto si promette, conta di più quanto si dimostra.

Le aziende che trasformeranno il proprio radicamento in fiducia misurabile usciranno più forti da questa fase. È il lavoro che facciamo in Sustenia dal 2001.

Il quadro: quattro pressioni nello stesso anno

Nel 2026 le imprese italiane affrontano insieme dazi, energia, nuove regole di rendicontazione e nuove regole sui green claim. Nessuna di queste forze, da sola, è una crisi. Insieme ridisegnano il campo di gioco.

PressioneCosa sta succedendoDato chiaveFonte
Dazi USAIl 20 maggio 2026 UE e Parlamento europeo hanno trovato l’intesa provvisoria per attuare l’accordo con gli Stati UnitiDazio del 15% sulla maggior parte dei prodotti europei; accordo valido fino a fine 2029Italia a Tavola
Tensioni transatlanticheA gennaio 2026, lo scontro sulla Groenlandia ha riaperto l’ipotesi di contro-dazi UE su 93 miliardi di beni USAUnimpresa stimava un calo dell’export italiano verso gli USA tra il 3% e l’8% nel 2026; gli USA valgono circa il 10% del nostro exportItaliaOggi
EnergiaStoccaggi di gas più bassi dell’anno scorso alla vigilia dell’invernoAl 13 agosto 2026: UE al 59,9% (146,7 TWh in meno sul 2025), Italia al 78,2%; in Italia i rincari arrivano in bolletta in circa un meseMoney.it
RendicontazioneIl pacchetto Omnibus I (Direttiva UE 2026/470), in vigore dal 18 marzo 2026, restringe l’obbligo CSRDObbligo solo oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di ricavi; le PMI in filiera possono limitarsi allo standard volontario VSMECMS
Green claimIl D.Lgs. 30/2026 recepisce la direttiva UE 2024/825 e si applica dal 27 settembre 2026Vietati i claim generici («green», «eco-friendly», «a impatto zero») senza prova, la neutralità climatica basata solo su compensazioni e le etichette non certificateCMS

Il segnale più concreto arriva dai tribunali. A luglio 2026 il Tribunale di Venezia ha ordinato a un grande marchio italiano di acqua minerale di rimuovere cinque claim ambientali, giudicati vaghi e non verificabili (Lentepubblica).

Sul fronte opposto, la domanda regge. Nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha toccato il record di circa 72-73 miliardi di euro, secondo le stime diffuse da Coldiretti e dalla stampa di settore.

Cosa cambia per le imprese: tre spostamenti

1. Dal mercato lontano alla fiducia vicina. Con l’export verso gli USA gravato da un dazio del 15% e da tensioni ricorrenti, il mercato interno e i territori tornano decisivi. Vince chi è riconosciuto come parte della comunità in cui produce e vende.

2. Dal dire al dimostrare. Dal 27 settembre 2026 uno slogan verde senza prove è una pratica commerciale scorretta. Molte aziende reagiranno tacendo: è il greensilence, che protegge dal rischio legale ma disperde il valore degli investimenti fatti. La strada utile è un’altra: comunicare meno aggettivi e più dati.

3. Dall’obbligo alla scelta. Con Omnibus I molte imprese escono dall’obbligo CSRD, ma i loro dati restano. Clienti, banche e grandi committenti continueranno a chiederli, almeno nella forma VSME. Chi tratta la sostenibilità come scelta competitiva, e non come adempimento, ha ora più libertà di usarla per crescere.

Il filo comune è la resilienza: energia prodotta e consumata meglio, fornitori più vicini, reputazione costruita su fatti verificabili. Sono anche i temi su cui i consumatori sono disposti a premiare un marchio.

Le opportunità con Sustenia

Ogni pressione del 2026 ha una risposta che crea valore, invece di limitarsi a difenderlo. Sustenia lavora su quattro leve, collegate tra loro.

PressioneLeva SusteniaCosa ottiene l’impresa
Green claim più severiMarketing Socio-Territoriale (MST): estraiamo dal bilancio di sostenibilità i dati salienti di riduzione degli impatti e li trasformiamo in «pillole» verificabili, raccontate dentro contest di prossimità in cui i consumatori sono protagonisti e votano sui socialUna comunicazione ambientale fondata su dati, non su aggettivi; contenuti autentici generati dalle persone, che le piattaforme premiano
Dazi e mercati incertiRadicamento territoriale: azioni di Valore Condiviso nei territori di produzione e di venditaFiducia e preferenza nel mercato interno; un marchio riconosciuto come parte della comunità
Energia e filiereStrategie di sviluppo sostenibile: piani di riduzione degli impatti partendo da quelli più rilevanti, con il supporto di università d’eccellenzaCosti e rischi più bassi; accesso più facile a incentivi e credito legati alla transizione
CSRD ridotta, richieste dalla filieraMisurazione e rendicontazione: indicatori Ex Ante, In Itinere ed Ex Post, misurati con Triadi, spin-off del Politecnico di MilanoDati pronti per clienti, banche e grandi committenti; il ROI della realtà dimostrato con numeri

Il metodo è stato applicato con L’Oréal, Sammontana, Loacker, Caffè Borbone, Nexi, UniCredit, Rio Mare e Lancaster. La catena è semplice: il territorio genera la storia, i social la amplificano, il brand raccoglie fiducia, contenuti e dati.

C’è poi un ambito in cui geopolitica e territorio coincidono: l’economia blu. Con comuni costieri e partner finanziari, Sustenia sviluppa progetti di infrastrutture blu, dalle barriere soffolte alle fattorie marine, sul modello del caso Rio Mare alle Egadi e dello studio di fattibilità del Progetto Poseidone a Cefalù.

Fondi e incentivi: la transizione è anche finanziata

Nel 2026-2027 esistono strumenti pubblici che premiano proprio gli investimenti su energia, filiere e circolarità. Chi ha un piano di sostenibilità con dati misurati è in posizione migliore per accedervi.

StrumentoA chi serveCosa finanziaFonte
Iperammortamento 2026 – Nuovo Piano Transizione 5.0 (Legge di bilancio 2026, L. 199/2025)Imprese che investono in beni 4.0 ed efficienza energeticaMaxi-deduzione fiscale sugli investimenti; a marzo 2026 è stata annunciata l’eliminazione della clausola «made in UE»GSE, ANCE
Contratti di filiera MasafFiliere agroalimentari, forestali e della pescaProgetti di filiera integrati; il V bando prevede uno stanziamento di 1,83 miliardiWebsim
Fondo per la sovranità alimentare 2025-2026Imprese agroalimentariRafforzamento delle filiere nazionaliEdotto
Bandi economia circolare 2026, nazionali e regionali (anche Invitalia per il Sud)PMI manifatturiere e di serviziRiciclo, riuso, riprogettazione di prodotti e processiIncentivimpresa

Aliquote, soglie e scadenze cambiano per ogni misura e vanno verificate sul testo del bando. Il ruolo di Sustenia è a monte: costruire il piano di sostenibilità e gli indicatori Ex Ante che rendono un progetto finanziabile, e poi raccontarne i risultati.

Tre mosse per i prossimi 12 mesi

  1. Fare l’inventario dei claim. Rivedere ogni affermazione ambientale su prodotti, sito e social alla luce del D.Lgs. 30/2026, e sostituire gli aggettivi con dati verificabili tratti dal bilancio di sostenibilità.
  2. Scegliere un territorio e un dato. Avviare un’azione pilota di Marketing Socio-Territoriale su un tema materiale per l’azienda, con misurazione Ex Ante già dal primo giorno. Un pilota ben misurato vale più di dieci campagne.
  3. Mettere la sostenibilità nel piano di resilienza. Collegare energia, fornitori locali e indicatori VSME in un unico piano, e usarlo per accedere a incentivi e credito.

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